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| Annuncio del Gruppo Consiliare di Varese
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CONSIGLIO COMUNALE VARESE
Gruppo Consiliare
LA SINISTRA
E’ perché condivido che il tempo di costruire la Sinistra sia adesso, è perché serve una sinistra ampia, utile, efficace, è perché a questa si può arrivare solo attraverso un percorso costituente, come sto sperimentando nella Sinistra Varesina, che il Gruppo Consiliare PRC-SE presso il Comune di Varese assume la denominazione di GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA, mantenendo uno stretto legame, nello svolgimento del mio ruolo istituzionale e nel mio impegno generale, con le compagne ed i compagni della Sinistra Varesina e coloro che fuori o dentro il PRC condividono lo stesso bisogno di “rifondazione” della Sinistra.
Angelo Zappoli
maggiori informazioni ...
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| Comunicato stampa Castello di Belforte
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CASTELLO DI BELFORTE - lunedì 2 marzo 2009
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| Lettera aperta di Zappoli
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La proposta di intitolare i giardinetti di Via Carrano, ad Avigno, a Sergio Ramelli - venerdì 20 marzo 2009
La proposta di intitolare i
giardinetti di Via Carrano, ad Avigno, a Sergio Ramelli è una proposta fuori
dal tempo, che rischia di riaprire un dibattito che sarebbe la brutta copia di
una lettura della storia degli anni ’70 nel nostro Paese.
Se è vero che Ramelli fu vittima
di una degenerazione della politica antifascista del tempo, passata dalle armi
della critica ad una critica delle armi, è altrettanto vero che la storia di
quegli anni fu costellata di aggressioni ed asservimento delle forze della destra
alla strategia della tensione e a ipotesi golpiste. Per questo non si può
avallare una lettura di quegli anni che faccia dei “neofascisti” di allora
l’oggetto di una persecuzione, da cui si sarebbero semplicemente difesi. La
violenza di destra, negli anni ’70, era a volte reattiva, ma più spesso
offensiva e finalizzata a compensare con la forza la minorità politica nelle
giovani generazioni del tempo. In quegli anni le vittime “rosse” furono molte,
troppe, e comunque furono troppe anche troppe le vittime “nere” e sarebbe oggi
nefasto perdersi in macabri conteggi, come furono nefasti gli slogan di allora,
speculari nella loro ferocia, quando si gridava che “uccidere un fascista” o
“uccidere un comunista” non era reato.
Proporre la dedica a Ramelli non
avrebbe oggi il significato di un “rendere giustizia”, ma significherebbe
contribuire ad una “verità storica” di parte e quindi cadere in una iniziativa
di propaganda, anche nostalgica, nel momento in cui AN confluisce nel PDL.
In molti hanno, in molti abbiamo,
avuto responsabilità, se non penali certo politiche e culturali, in quegli
anni, quantomeno nella costruzione di un universo simbolico che in molti casi
ha causato vittime reali, che sempre vedeva l’affermazione di sé come
affermazione contro l’altro. Una storia che spesso, su altri piani, oggi si
ripete. Con questo universo simbolico in molti, a sinistra, abbiamo fatto i
conti, mentre pare che a destra permanga una cultura di identità chiusa, che,
attraverso un vocabolario di segni e simboli, tende a preservare un nucleo
centrale al di là delle trasformazioni nel frattempo intervenute.
La memoria dei caduti, di quei
caduti in quegli anni, costituisce un pantheon che unisce le destre al di là
divisioni partitiche, alimentando un immaginario che dura da un quarto di
secolo, un immaginario che riesce addirittura a legare talune carriere
politiche di vertice di oggi a “battesimi del sangue” che danno origine ad una
memoria che mantiene una unità comunitaria. Il culto dei caduti mantiene un
legame identitario, antropologico, una memoria comune, che si è incapaci di
scongelare e che rimane ferma ad una stagione di sangue, mantenendo troppi
esponenti di AN, che si preparano ad entrare nel PDL, schizofreneticamente
divisi fra culto del governo e culto dei “cuori neri”.
E’ per questo che invito il
collega Clerici ad attivarsi affinchè la proposta di dedica a Ramelli venga
ritirata, per evitare che il culto di una memoria costruita attorno alle lapidi
della “parte sbagliata” della nsotra storia riapra pagine che oggi pochi sono
in grado di capire e di giudicare.
Angelo Zappoli
20.03.09
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COMUNICATO STAMPA CARCERE DI VARESE
Informato che la Giunta comunale dovrebbe definire un'area per la costruzione del nuovo carcere entro la fine del corrente mese e che la scelta sembra orientarsi su un'area verde, a ridosso dell'Olona, in assenza di una discussione se non in Consiglio Comunale, almeno in Commissione, mi sembra necessario puntualizzare alcuni aspetti ed anche avanzare delle ipotesi di lavoro, oltre all'invito ad una verifica, nelle sedi istituzionalmente preposte, sulle posizioni che verranno assunte dall'Amministrazione.
Non é infatti accettabile che, come accaduto in passato, il Consiglio sia obbligato a discutere su di una unica ipotesi, senza poter entrare nel merito di scelte impegnative.
1- Occorre un passaggio istituzionale per valutare come, alla luce degli attuali orientamenti del Ministero, la mozione approvata dal Consiglio, che prevedeva l'incontro col Ministero stesso per individuare le soluzioni migliori per un intervento risolutivo dei problemi dei Miogni e valutare la possibilità di riqualificare ed adeguare strutturalmente l'attuale edificio ed apriva alla possibilità di individuare una area più idonea ad ospitare un carcere adatto alle aspettative ed alle normative attuali, possa trovare attuazione.
2- Occorre valutare quale modello di carcere sottostia alla richiesta del Ministero di individuare una nuova area. Ribadisco che per la nostra città sia da escludere un carcere di grande dimensioni, di cui il territorio non ha esigenza, mentre al contrario sia da ipotizzare un istituto dalla capienza pari, o di poco superiore, a quella attuale, un istituto da tenersi il più possibile ancorato al contesto sociale nel quale si inserisce, anche sotto il profilo urbanistico.
3- occorre ribadire la necessità di non consumare nuovo territorio, puntando all'utilizzo di aree dismesse e questo, alla luce del modello di carcere di medie dimensioni, può trovare soluzione ad esempio nella area ex-Fraschini, in via Merano a Valle Olona, un'area circa il doppio di quella attualmente occupata in via Morandi. Si tratta di un'area dismessa, servita viabilisticamente e dal trasporto pubblico, con ampio parcheggio i zona, contigua alla città degli abitanti.
4- Occorre evitare ogni speculazione sull'area di via Morandi, puntando a recuperarla a servizio del comparto e quindi destinandola ad area a verde attrezzato.
Le dichiarazioni e le perplessità di diversi esponenti del Consiglio, di opposizione e di maggioranza, suggeriscono che l'Amministrazione sappia cogliere l'esigenza di una verifica e di un confronto utili alla soluzione di un problema che da tempo si trascina, un problema che coinvolge la vita di persone che, pur in una situzione di reclusione, hanno diritto a scelte ponderate e utili al loro recupero sociale.
Angelo Zappoli
Consigliere Comunale La Sinistra / Sinistra e Libertà Varese
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| I Leghisti in difficoltà nell'ultimo consiglio
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Maglietta antirazzista, la Lega si arrabbia - venerdì 22 maggio 2009dal sito di varesenews.it VareseUn gruppo di cittadini indossa una t-shirt contro il pacchetto
sicurezza e il carroccio fa sospendere la seduta. Giallo sul dito medio
di ZappoliE’ bastata un maglietta antirazzista a mettere in
agitazione consiglio comunale, che è stato sospeso per dieci minuti, in
attesa di chiarire se le 10 t-shirt indossate da alcuni cittadini del
pubblico, fossero o meno conformi al regolamento. Nelle magliette
indossate dal gruppo, entrato poco dopo l’inizio della seduta, c’erano
tre frasi: “ Io non sono razzista, io non faccio la ronda, io non sono padano”.
Si tratta di una maglietta che è stata indossata qualche mese fa, per
primo, da Angelo Zappoli, il consigliere “vendoliano” de “La sinistra”,
e che viene diffusa in questi giorni, da aderenti ad associazioni del
mondo sociale, per protesta contro l’approvazione del pacchetto sicurezza, da  parte del parlamento, su proposta del ministro dell’interno, leghista e varesino, Roberto Maroni.
La prima manifestazione pubblica del gruppo antirazzista (che ha aperto un blog, io-non-sono-razzista.blogspot.com )
è stata in occasione della festa della Polizia, a Palazzo Estense,
sabato scorso. I manifestanti furono però allontanati dalla questura.
Ci hanno riprovato in consiglio comunale, suscitando la reazione del capo dei consiglieri della Lega Nord, Sergio Ghiringhelli,
che ha chiesto con forza al presidente Morello di sospendere la seduta
perché le persone con la maglietta violavano il regolamento comunale.
“Mi sento a disagio a parlare in questo contesto – ha detto – con
persone che manifestano, in violazione al regolamento, ideologie
diverse dalla mia”. Gli animi si sono scaldati subito, gli ha risposto Zappoli che ha difeso il diritto a manifestare. maggiori informazioni ...
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Un ponte per L'Aquila - lunedì 13 aprile 2009
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Dopo Liberazione, nuovo impegno per Piero Sansonetti: domani, in
occasione della manifestazione nazionale della Cgil a Roma, sarà
presentato il numero zero del nuovo quotidiano l'Altro, diretto da
Sansonetti, le cui uscite regolari partiranno dal prossimo primo
maggio. Stampato in 100 mila copie e distribuito gratuitamente, il
numero zero dell'Altro sarà di quattro pagine, con editoriale di
Guglielmo Epifani e presentazione del quotidiano. All'interno articoli,
tra gli altri, di Maria Luisa Boccia, Bifo, Maria Rosa Cutrufelli e
Pippo Del Bono, ma anche un reportage dalla Piaggio di Pontedera e uno
dagli Usa. www.altronline.it
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mozione contro il nucleare - lunedì 2 marzo 2009
Gruppo Consiliare
LA SINISTRA
MOZIONE
Premesso che
- il nostro Paese è in forte ritardo
rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto,
- la UE ha scelto di svolgere un ruolo
da protagonista, fissando degli ulteriori obiettivi al 2020 (il cd “20-20-20”):
ridurre almeno del 20% le emissioni di CO2, arrivare a uno sviluppo delle
rinnovabili tale da garantire il 20% dei consumi, migliorare del 20%
l’efficienza energetica
- l’Italia paga una bolletta energetica
molto cara e dipende quasi esclusivamente dalle importazioni di fonti di
energia.
informato che il governo italiano
avrebbe deciso di ricorrere al nucleare per produrre il 25% dell’energia
elettrica e che questa decisione inevitabilmente drenerebbe attenzioni e
risorse destinate alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica,
abbandonando di fatto quelle soluzioni che si sono dimostrate realmente
praticabili per ridurre efficacemente e in tempi brevi le emissioni di CO2
considerato che il nucleare è fonte
energetica più costosa di altre e che non hanno trovato efficace soluzione
problemi come lo smaltimento delle scorie o la contaminazione durante il
funzionamento e che, in caso di incidenti, i rischi connessi sarebbero
gravissimi e devastanti
Il Consiglio Comunale
- dichiara
“denuclearizzato” il territorio comunale,
- chiede
al Governo di mutare l’orientamento favorevole espresso nei confronti del
nucleare e di impegnarsi per un modello energetico moderno, pulito e sicuro,
senza nucleare, ma basato su innovazione, miglioramento dell’efficienza,
sviluppo delle rinnovabili.
- impegna
il Presidente del Consiglio Comunale a trasmettere la presente mozione al
Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di Camera dei Deputati e
Senato
- impegna
la Giunta a far collocare agli ingressi della città appositi cartelli recanti
la dicitura “Comune denuclarizzato”
Varese, 02/03/09 A.
Zappoli
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